
C’erano una volta i neomelodici napoletani. Tra un secchio di varechina e una scopa elettrica, le casalinghe del sud Italia trascorrevano intere mattinate collegate via etere con i loro beniamini, prima che Giorgio Mastrota gli rubasse la scena. Tutte le volte che non andavo a scuola per una finta febbre o un mal di pancia, stravaccato sul divano mi alienavo anch' io davanti a quei mostri catodici. Da sempre la mia preferita è Valentina il trans, meglio nota come Valentina “OK” dal titolo del suo unico successo discografico.

Valentina ebbe il coraggio di imporsi come personaggio trasgressivo in tempi in cui i transessuali non andavano di moda e Maria De Filippi ancora non veniva consacrata come regina della televisione. Valentina si contendeva con Cristina D’Avena il titolo di beniamina dei più piccoli i e se Gigi D’Alessio ha stabilito il record di ospitate ai matrimoni, Valentina in una sola domenica presenziava a 50 comunioni. Anche se le mamme e i papà conoscevano il “segreto”, nessuno aveva il coraggio di affrontare l’argomento scabroso con i bambini che continuavano ad illudersi che la loro cantante preferita fosse una donna, viste le tette e i capelli lunghi. Fino a quando in puntata ormai cult della sua trasmissione un ragazzo maleducato telefonò in diretta e rivelò a tutti di “aver fatto il militare” con lei. La showgirl scoppiò a piangere e le uniche parole che riuscì a dire tra le lacrime furono: “si nu figl e puttan”. Tutto questo accadeva prima dei Reality Show, prima di Vladimir Luxuria in Parlamento e prima che Lapo sdoganasse insieme alla cocaina i transessuali.
Fino ad un anno fa ero convinto di avere un debole per i cinquantenni. Mi piacevano tutti. (Non proprio tutti tutti). Nella mia testa ero già innamorato, bastava solo trovare il fidanzato.
Grazie a Sandro ho scoperto l’esistenza di un vero e proprio movimento culturale omosessuale. Lui era ferratissimo in fatto di narrativa gay, film gay, canzoni gay e celebrità omosessuali. E’ capitato spesso che ci trovassimo a parlare di questi argomenti e io mi sentivo uno studentello all’interrogazione di Greco. L’unica differenza era che io mi scopavo il professore. Sandro conosceva a memoria la biografia delle più famose icone gay. “Davvero non sai chi è Dolly Parton?”. 
Lorella Cuccarini e Heather Parisi, perché tutti noi vorremmo saper fare le loro spaccate.Non sono uno di quelli che odiano la televisione. Non sopporto lo snobismo di una certa intellighenzia che attribuisce ai media la responsabilità della moderna decadenza culturale. Non credo nelle teorie sul proiettile magico e nemmeno in quelle sulla scatola dei malefici. Eppure stanotte avrei voglia di spegnere la corrente che alimenta questa farsa, distruggere tutte le telecamere che dirigono questo circo. Ma non posso farlo purtroppo. Perchè è il mio lavoro. E mi da da vivere. Devo sforzarmi di comunicare l'immagine migliore di un ridicolo soggetto che si gratta le palle.
Chiamo l'audio dell'ambiente, stacco la remotata 2, metto a fuoco con la presidiata 1 ottenendo la giusta inquadratura che chiarisca che il soggetto non si sta masturbando ma solo grattando le palle. Tutto questo domani andrà in Tv. Ma io non odio la televisione. Solo che non la capisco.