Chi sono

Utente: istantdream
Nato da una relazione clandestina tra Concetta Mobili e il maestro Mazza, sono stato abbandonato ancora in fasce nello studio televisivo di "Ok, il prezzo è giusto". Allevato con grande dedizione da Mamma Iva, all'età di 5 anni conoscevo a memoria il costo esatto di lavatrici, frigoriferi e aspirapolveri. A 8 anni ero già segretario di redazione e a 10 autore testi. Il tormentone "cento!cento!cento!" l'ho inventato io. Dopo un feroce litigio con la mia sorellastra Anna Laura Ribas, a 12 anni decido di rendermi indipendente e firmo un contratto per lavorare a "La Ruota della Fortuna"(attaccavo le lettere dietro il tabellone). Animatore del pubblico a "Il pranzo è servito", pulitore della piscina a "Non è la rai", suggeritore per "Agenzia matrimoniale". Nutro una passione incondizionata per Maria Nazionale e Gianni Fiorellino. Attualmente impegnato nella produzione di un nuovo format televisivo: "Chi ha ucciso Nilla Pizzi?"

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venerdì, 22 giugno 2007

Scene da un matrimonio

Devo dire che questo video non ha niente da invidiare al classico filmino del matrimonio tanto di moda tra gli eterosessUati. Manca solo Davide Menghacci, ma per il resto il copione è lo stesso. La preparazione, l'arrivo degli sposi, gli invitati vestiti male, lo scambio degli anelli, le lacrime, etc.etc. Chissà se il parente di terzo grado se la sarà presa per non essere stato invitato. Migliore attrice non protagonista la testimone dello sposo e il suo improbabilissimo cappello. Auguri e figli maschi!(?)


postato da: istantdream alle ore 11:10 | link | commenti (4)
categorie: feste gaye, gay wedding
lunedì, 18 giugno 2007

Amico Ascoltatore è uscito dal gruppo

gaypride07

ECCO PERCHE' IO NON C'ERO...


postato da: istantdream alle ore 20:48 | link | commenti (7)
categorie: gaypride, feste gaye
domenica, 11 marzo 2007

Dietro questa maschera

Ieri sera io e il mio ragazzo siamo stati invitati a cena da una comitiva di ragazzi gay, conosciuti all’orgiastica manifestazione di Piazza Farnese. La serata si è svolta a casa di Manuel e Dario, rispettivamente 28 e 45 anni, militanti appassionati dei diritti omosex e persone stupendamente affabili, che in vista di quella “celebrazione” dal giorno prima avevano preparato numerose e scenografiche pietanze che il matrimonio di mia cugina al confronto sembrava una festicciola di ragazzini delle medie. aperitivoManuel, napoletano, studia Scienze della comunicazione da ben 9 anni, mentre Dario è un architetto abbastanza noto nel suo ambiente e decisamente benestante. Il loro nido d’amore è un trionfo di quadri erotici, divani in pelle e librerie, ed è l’unico posto abitato da gay in cui non ho rinvenuto nemmeno un tavolino di Ikea.
La compagnia si è rivelata sorprendentemente piacevole e non bevevo un vino cosi buono da tempo. Il mattatore della serata è stato Matteo un esuberante ragazzo leccese che al terzo bicchiere di Chianti si è trasformato in una ragazza di Non è la Rai, rumorosissima e fastidiosamente puttana. Un altro personaggio non meglio identificato e molto silenzioso, tale Roberto, ha trascorso tutta la serata disteso sul divano senza scarpe a sfogliare vecchi numeri di Vanity Fair collezionati da Manuel e catalogati in un apposito mobiletto portariviste. Quando sul finire della festa le coppiette, disinibite dai fumi dell’alcol, hanno cominciato a dar vita al siparietto dei preliminari, Roberto che fino a quel momento non aveva proferito parola ha attirato l’attenzione dei pochi rimasti sull’esito sorprendente della sua ricerca giornalistica. Con la voce impostata da attore drammatico e il sorriso compiaciuto del reporter d’assalto, ha cominciato a leggere una lettera comparsa su Vanity qualche anno o mese fa nella rubrica di Mina. Da quel momento è partito un dibattito accesissimo mirato ad indovinare chi fosse l’autore della lettera e purtroppo prima che fosse emesso un verdetto definitivo quel guastafeste del mio ragazzo ha deciso che dovevamo andar via perché era stanco e annoiato. Oggi grazie a google ho ritrovato in rete quella lettera, triste ed interessante testimonianza di un universo parallelo che la maggior parte delle persone ignora.
 
Dietro questa maschera
Ti voglio raccontare la mia storia. A 15 anni l’amore per il mio migliore amicoFreddy_Mercury mi ha fatto perdere tutti gli amici, in una Milano moderna ma non abbastanza, e ho imparato a indossare la maschera dell'eterosessualità. Finché non ho detto la verità alla mia famiglia e sono stati anni di sereno variabile, accanto a un ragazzo che è ancora oggi insieme a me. Poi all'improvviso è arrivato il successo televisivo che tanti ragazzi della mia età sognano. La maschera è stata spolverata e reindossata con cura, con la complicità della mia famiglia. La mia verità avrebbe fatto male a tutti, alla carriera prima di tutto, ma anche ai miei cari e alla vita professionale del mio ragazzo. Solo che, questa volta, la maschera è più pesante da sostenere, a tratti quasi non ce la faccio. Dirlo o non dirlo agli amici, pregarli di non dirlo, scoprire che lo dicono, allontanarli mio malgrado, accompagnarmi a finte fidanzate, leggere allusioni qua e là nella stampa, percepire che gli altri percepiscono, sbagliarmi nel percepire. Ci ha pensato il destino, a farmi capire che non erano poi problemi così seri. Sono bastate due vodka di troppo a una festa in cui sono andato nella speranza di avere una foto in più sui giornali, e dalla quale sono uscito senza alcuna foto, ma hiv positivo. Adesso ho una maschera più spessa e robusta di quella che avevo. Soltanto il mio ragazzo, mia sorella e un amico conoscono la mia condizione. Ai miei genitori non ho detto nulla. Nulla agli amici, su suggerimento degli stessi medici. Sono passati 10 mesi, e ancora non sto bene. La bellezza su cui per tanti anni ho contato sta svanendo, lasciando il posto a una smorfia di dolore. E l'odio per me e la noia per la vita crescono inesorabilmente. Le persone che vedete in tv possono essere anche così. Disperate, deboli, umane, a pezzi, perdenti. Mi piacerebbe poterti dire chi sono. Mi darebbe forza. Reciterei per te, per quel poco che conta.
Icaro
 
La risposta di Mina.
Bisogna tirar fuori le palle e guardare in faccia la realtà, non dico senza paura, ma con timore controllato. Per quanto riguarda il tuo problema medico, non so a che livello sia, ma mi va di dirti che ho amici che sono nella stessa posizione chi da tredici, chi da quindici anni controllando serenamente la situazione. Tu, evidentemente, devi ancora prendere coscienza di quello che ti è successo dato che ne sei venuto a conoscenza da poco. Sarà faticoso, ma te ne farai una ragione. Non sono curiosa di sapere chi sei, ma se ti va di dirmelo fallo senz’altro, se ti può servire. Le persone che vediamo in TV sono come quelle che in TV non si vedono. Uguali identiche. Forza, Icaro!
 
 

postato da: istantdream alle ore 10:32 | link | commenti (7)
categorie: celebrity, gaydar, hiv , feste gaye